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Radiazione Orgonica
Recensione di Giuseppe Catani su Rockit il 29.08.2002
I Dannati, i Militanti e lo Stregone
Recensione di Mauro Salvatori su Chitarre 255 di Maggio 2007
Spacciatori di Soldi
Recensione di Federico Boccadoro su La Piazza 259, 21.12.2007

Recensione di Giuseppe Catani su Rockit il 29.08.2002

UNIPLUX
Radiazione orgonica

Confesso l'imbarazzo (nonché una certa propensione all'ignoranza più pura) provato nel momento in cui ho ricevuto la notizia che avrei avuto a che fare con un cd dal titolo “Radiazione orgonica”. Inizialmente credevo ad un refuso di stampa, poi mi sono dovuto arrendere all'evidenza e la reazione più istintiva è stata quella di cominciare a chiedermi con cosa diavolo avevo a che fare.

A spiegare l'arcano ci hanno pensato proprio gli Uniplux nelle note di copertina del loro disco. La scoperta della cosiddetta “radiazione orgonica” è dovuta al ricercatore William Reich, che diede questo nome ad una energia vitale cosmica primordiale. Reich, vissuto nel primo ’900, fu un severo critico della società dell'epoca, e non mancò di scagliarsi contro i suoi dogmi. I suoi libri furono mandati al rogo. Una premessa così impegnativa era dovuta. E serve non poco.

Perché gli Uniplux hanno scelto di interpretare un rock per nulla frivolo e, proprio come il loro “cattivo maestro”, hanno deciso di schierarsi, senza pericolo di fraintendimenti. Ed i testi non lasciano spazio a dubbi: i continui riferimenti al proletariato, alla repressione, all'antiglobalizzazione, portano la band romana tra le braccia di uno sferzante combact-rock, schietto e per nulla legato alla caducità di facili slogan. Qualità, quest'ultima, che rende il lavoro sui testi particolarmente riuscito. Convincente anche la parte musicale: il sound degli Uniplux ha il merito di mettere insieme, in un efficace mix, la briosità dei ’60 con la rudezza del decennio successivo. Se da una parte si ascoltano qua e là echi beat (“Lettera al presidente”, “Ultima generazione”), sublimati dalla cover di “Ma che colpa abbiamo noi” dei Rokes, non è difficile imbattersi in pezzi più aggressivi (“Ux”, “Rock'n'roll”). Il tutto contraddistinto da un'energia di fondo che riesce ad uniformare l'intero lavoro. Di riferimenti la band romana sembra averne molti. Jimi Hendrix e i Rolling Stones sono quelli più riconoscibili: due numi tutelari per chiunque voglia produrre del buon, sano, rock & roll.

Giuseppe Catani
e-mail: catanga@freemail.it

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Recensione di Mauro Salvatori su Chitarre 255 di Maggio 2007

UNIPLUX
I dannati, i militanti e lo stregone
Atman Records

Forse a Fabio Nardelli, cantante, chitarrista, pluristrumentista, compositore, sarebbe piaciuto nascere come un novello Jimmy Page o un imberbe Keith Richards, magari alle prese con un pubblico di drunker cocker in qualche pub nella terra d’Albione. Ma da questi due guitar hero ha certamente ereditato le componenti utili per forgiare musicalmente un vero hard-player: grinta, rabbia, feeling. Avevamo lasciato gli Uniplux di Nardelli con la pubblicazione di Radiazione Orgonica [Chitarre 198]; il discorso prosegue oggi, idealmente e coerentemente, con questi nuovi quattordici brani che riconfermano il sound compatto del gruppo. I testi sono ancora più disillusi, socialmente orientati, attenti alla realtà del nostro tempo, con qualche incursione nostalgica e riflessioni stile anni ’70. Oltre a “Kids No Stop”, “Radio Rock”, “Luglio, Agosto, Settembre Nero”, troviamo “1977, My English Babe” con il suo arpeggio iniziale stile Byrds; e poi citazioni rollingstoniane sul tempo e il riff trascinante di “Marchesa de Sade”, con interventi chitarristici sfiziosi, “Regina dell’autostrada”, più acida, giocata sull’interaction tra il basso e la batteria e ricca di un assolo di note tirate. Efficace l’inserimento dei bonus track live, di cui “Io me ne andrò” con le sue note laceranti a colpi di wha-wha configura perfettamente l’atmosfera sprigionata sul palco da Nardelli & Co. Importante il contributo di Gianni Bavarese, Michele Raspanti al basso, Aldo Tamborrelli alle tastiere, più vari coristi e percussionisti. Bella la strumentale “Superimposizione cosmica” dove tra virtuosismi e progressioni armoniche e arpeggi elettro-acustici sembra di rivivere i riff ipnotici cari a Zappa e Steve Howe, in uno stupendo calderone post-progressive.

Un lavoro che piacerà a più generazioni di ascoltatori.

Mauro Salvatori

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Recensione di Federico Boccadoro su La Piazza 259, 21.12.2007

IL NUOVO DISCO DEGLI UNIPLUX
Quelli "Spacciatori di soldi" della Magliana

Ci eravamo lasciati l'anno scorso con l'uscita dei "I dannati, i militanti e lo stregone" e già dopo dodici mesi segue questa nuova pubblicazione degli Uniplux, completamente rinnovati nell'organico (ovviamente tranne il leader cantante - chitarrista Fabio Nardelli ed alcuni collaboratori di studio, suoi vecchi fedelissimi amici, tra cui spicca il tastierista Enrico Cosimi). Il nuovo lavoro si chiama provocatoriamente "Spacciatori di Soldi", e già il titolo la dice lunga sulle posizioni antagoniste del suo leader, che alterna la sua professione di psicoterapeuta Reichiano con quella di cantautore rock. I testi dei brani parlano ancora di problematiche sociali (la prostituzione minorile, la malattia psichica, lo strapotere delle lobby dei ricchi e dei potenti della terra che spacciano soldi, armi droga e morte, lo schifo di questa società neocapitalista in cui siamo tutti, volenti o nolenti, costretti o vivere). Il tutto sotto la lente d'ingrandimento della personale chiave di lettura di Nardelli che deve molto e paga pegno alle geniali intuizioni dei suoi maestri Reich, Marx, Castaneda e altri grandi pensatori del '900.
Da segnalare che Fabio Nardelli è impegnato nella costituzione della nuova associazione "No slappers" che ha come obiettivo di dar visibilità ai gruppi indipendenti di Roma, autogestita dai musicisti stessi, cercando di uscire dall'ottica di mercato delle multinazionali discografiche, poco attente a valorizzare le risorse culturali dei giovani musicisti emergenti. Tutte le informazioni sull'associazione, sulla band e sul nuovo disco degli Uniplux si possono trovare in rete all'indirizzo web www.uniplux.com.

Federico Boccadoro

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